SOGGETTO SEDENTARIO
Nella perdita di peso di un sedentario le variabili sono relativamente poche: ci si deve preoccupare della dieta assegnata, unica variabile aggiunta, mancando l’allenamento.
L’esercizio fisico, oltre ad aumentare il dispendio diretto (energia utilizzare nell’allenamento) e indiretto (energia e nutrienti utilizzati dai muscoli a riposo), comporta una serie di modificazioni ormonali e – se vogliamo – epigenetiche che si riflettono su modifiche metaboliche importanti.
Al di là del fatto che considero imprescindibili dieta ed esercizio fisico (nonché sonno, integrazione, stile di vita generale) per un percorso di miglioramento della forma fisica e della salute, consideriamo comunque la situazione di sedenterietà.
È praticamente scritto, un segno indelebile del destino di tutti i “dieter”, di stallare dopo poco tempo di restrizione calorica: il peso non si smuove qualsiasi cosa si faccia.
In questa situazione, ecco cosa analizzare passo dopo passo per risolvere il problema.

Primo passo: quantità di proteine
Spesso l’errore consiste nella restrizione calorica stessa: essa viene applicata in senso generalista. “Semangio un po’meno di tutto, dimagrisco”.Questo è un errore grossolano, in quanto determina carenze nutrizionali che in genere si riflettono in un inadeguato apporto assoluto di proteine.
Parallelamente, c’è chi si informa un po’ di più e legge che per dimagrire occorre assumere, ad esempio, 1500 calorie suddivise in 55% di carboidrati, 15% di proteine e 30% di grassi.Questo si riflette in un inadeguato apporto relativo di proteine.

Meno calorie, più proteine
Perché è un errore abbassare “tutto”, comprese le proteine? Perché gli studi parlano chiaro: la restrizione calorica induce catabolismo generalizzato, quindi per far fronte a questo dobbiamo alzare e non abbassare le proteine dietetiche, quando vogliamo dimagrire .
Quindi, se per un soggetto in “normocalorica” il fabbisogno proteico è di 80 grammi, applicando una restrizione questo fabbisogno si eleva, in quanto la restrizione stessa genera aumento del catabolismo proteico.

Dimagrimento vs perdita di peso
“Cosa mi importa? Io voglio solo che il mio paziente perda quanto più peso possibile”. Questo è un errore madornale. A livello commerciale, potreste anche aver ragione: generiamo una grossa perdita di peso per motivare. Ma a lungo termine la strategia è perdente, e scorretta dal punto di vista dell’etica sia professionale che della salute.
Infatti, perdere tessuto proteico non si traduce solo nella perdita di tessuto organico ma anche di quello muscolare. Interessa a qualcuno, in ambito clinico, il muscolo? Deve interessare! Mantenere il più possibile il tessuto muscolare durante una dieta è l’obiettivo al quale tutti i professionisti che si occupano di dieta e salute dovrebbero ambire.
Il tessuto muscolare non è solo il biglietto da visita per sfoggiare il fisico da spiaggia d’estate, ma è il passpartout per la salute a lungo termine: il muscolo utilizza una grossa percentuale dei nutrienti ingeriti e permette che non si accumulino nel sangue e negli organi a far danni.
Questo è il vero significato del dimagrimento: migliorare le proporzioni tra massa muscolare e grasso corporeo, e non semplicemente perdere peso o perdere grasso. Fondamentale è mantenere o aumentare la massa muscolare.